Quis Sumus - Chi siamo
Ubi Sumus - Dove siamo
Novellae - Novella
Quod Facimus - Cosa facciamo
Cella Vinaria - Enoteca
Cibus - Ristorante
Cervogie - Birre
Cripta - Galleria immagini e video
Eventi
Credits
Spegni la musica in questa pagina

Onoratissimi, affezionati e molto stimabili
VISITATORI
Appare qui la nuova descrizione de
LA FROTTOLA

Ad opera dell'umilissimo
Messer Paulo Balzagatto Pollastrelli
Marchese Mauvoisins de Fontane Michelita
Cavaliere e Ciambellano

Ad uso di coloro che, per natura e indole di mestiere fanno il signorotto con qualche buon consiglio e un cenno sul meccanismo per fare amicizia e nulla più avere a temere dai fantasmi.

***

E' bene a dirsi, La Frottola si adatta a tutti: essa è ampia di un fuoco vivo, nella tenebra molesta o amata che sia.
Mentre il focolare è stretto nella luce delle lampade e nelle sue fantasticherie, tu vedresti all'uscio, un banco come un cassero massiccio, una luce sul fondo e quanto farebbe felice ogni pellegrino, lucido di pioggia o pieno di freddo....fai due gradini e quivi il primo salone denso di immagini e un bel dipinto tra due ali di colonne, un bosco e un banchetto. Questo senza dimenticare il buon Gondrano (armatura) che lasciò l'armi dopo una bevuta: spesso fa ombra ai solitari che si siedono ai piedi a fumare la pipa e sembra dirti "Oh mio povero combattente che ti addentri nei tuoi dilemmi vanamente...,Tregua! Tregua alle tue vittorie sfortunate.. "
E ben vedrai che tregua è davvero, questo ad ogni modo, e potrai trarre quivi, così ottime ispirazioni. I paggi sono al tuo servizio, come dei Mastri della Casa Steve Lyon in egual modo e sono scelti tra i migliori: hanno esperienza di Anglia, Gallia, Slesia, Baviera, dal Reno al Ticino; ben si guadagnano la loro mercede e la riconoscenza. Una volta, un avventore dallo sguardo acceso denso di fuliggine nel cuore ma di ottima arte, prima di accomiatarsi declamò così all'indirizzo di Lilliam paggio da Ginevra.

Oh fragile avvenente paggio biondo
silente, veloce, con spirito giocondo
tu accogli e allieti tra i conviti
e tutti son contenti e ben serviti

"veh ciarlatano " rispose qualcuno

se ben guardo direi
che costui è una lei

a piena prova che quivi si risponde ai poeti, cosa rara e piena di piacevoli sorprese....

....E quivi sulla birra una parola
che si merita per quanto ci consola...
da l'oste e la sua anima di Esegippo Verbin Timone

Orbene è detto fatto.
Ogni scelta farai è proposta attenta maniacalmente studiata ad ogni stilla densamente amata, fresca con tanta meticolosa entusiasta cura e spumeggiante, schiumosa vaporosa come la birra.
Vedrai che il sapore ha un colore e la sua vista riempie l'anima di pace; saprai immaginare il cielo al di sopra del tetto..... In mezzo al brusio, mentre tutta la giovinezza educata a dottrine selvagge si assopisce in una contemplazione unica, l'età di uomo, pur nera di bufera, si rischiara e tu amerai e capirai tante cose tra le tue e degl'altri.
Mastro Steve, se lo chiederai ti spiegherà ogni cosa di ogni sorso...E' perché ogni birra ha la sua natura, la sua patria e i suoi padri, figli guerrieri e figli letterati con grandi mirabili avventure di cui raccontare.

....E dona il bicchiere onesto
dove ride un po' di oblio divino...

I vini hanno grandi misteri, ma non quivi a voler sapere.
Esiste un buon modo di degustarli ed è con il cibo, ottimo, proveniente dalle contrade dove abbondanza e sole, limpide fonti, governano l'aria e la vita, seppure buona parte di questa molti la conducano nello stato di sogno.
Pochi sanno quale sia il confine e ancor meno sono i consapevoli che lo attraversano, sicché solo un pugno di esseri illuminati sembra poter solcare i lunghi sentieri, certo non perigliosi tra i vigneti e capire lo spazio tra chicco e chicco, l'odore di cantina, il sentimento dei tini....E' un'idea pure questa degna di rispetto, quanto un atteggiamento umano condivisibile e cioè: bere vino, sentirlo ottimo e misteriosamente appagante, capire che è come un elisir di Merlino e nulla di più voler sapere.
E' un bel mistero, di dove venga, chi sia e quali dei suoi amici prediliga, se è un fantasma o un effetto men che effimero o reale fin dentro il suo cuore o il tuo....
Comunque, lascialo tale, e nulla dimandare ha il suo fascino....
Quanto ai sapori, l'ho detto e valga per tutti; v'è chi con perizia affratella cibo e vino e a sentirne il perfetto accordo e l'armonia non puoi non pensare che non sian parenti da almeno mille anni, dalla stessa pietra o dell'unica radice; ma alla Frottola, qualcuno ha pur passato notti insonni a fare esperimenti con il rigor scientifico di coloro che sacrificandosi perseguono il bene dell'umane genti... e lode sia a codesti speziali!

An sit...ubi est?
Nell'oscurità di un futuro passato
Il mago desidera vedere
Se esiste ...dov'è?

Dagli atti del processo contro il Pollastrelli
Raccolti dal poeta, filologo, Jean Jacques Lunard

Il manoscritto del nobile e delicato ci perviene mutilato: il Pollastrelli fu incarcerato dopo un processo farsa in cui viene accusato ingiustamente e bollato di "millanteria et Fumiganza" quest'ultima per lo smodato uso di Erbalocca delle Americhe, come ai tempi del nostro si chiamava i tabacco. La parte mancante con le indicazioni e la mappa per raggiungere "La Frottola" furono dallo stesso Pollastrelli distrutte affinché non cadessero nelle mani del suo persecutore: l'inquisitore Maronita Macime de la Garnaja Lopez y Martinez che mai ebbe a sapere dalle labbra del perseguitato dove fosse La Frottola, perché non se lo meritava. L'Eldorado delle osterie non poteva essere trovato se non tramite l'invenimento di una mappa che il Pollastrelli vergò con le sue mani e occultò alla vista "di quei tracotanti che sembran pochi ma son tanti...."
In una lettera alla moglie Gendarmina Pollastrelli, il galeotto scrisse "se mai ti chiederanno dov'è La Frottola dirai...." "Entrò dove non sapeva, vi restò non sapendo..." e intanto con l'inchiostro simpatico le trasmetteva le indicazioni....

E dov'è La Frottola?

Soccorre alla bisogna il mai troppo lodato, l'illuminato, l'ill.mo, l'ecc.mo, il Magister Magistris, il commendevole e amatissimo prof. Henry Provost dell'università La Sorbonne, autore dell'omonimo dizionario, con sottotitolo Favorire il colto non aiuta l'ignorante, di cui lo scrivente possiede un pratico manabile meglio conosciuto come "Il provostino", e tra le voci Frangula, Fringuella, Fregola, troviamo finalmente l'oggetto delle nostre ricerche.

La Frottola: ameno loco. Trattasi di osteria ma non solo. Trovasi a Vigevano, in via Riberia, una delle vie più antiche della città - I suoi locali furono già a meta XIX sec. dell'Osteria di San Michele - ne è visibile l'antica insegna ferrea, oggi appesa in una saletta all'interno del locale, ancora ben conservata - e dell'Osteria del Pompiere anni '20 - se ne intravede ancora la dicitura sulla facciata che gli attuali proprietari hanno provveduto a restaurare badando bene a mantenere l'originalità. Circa l'ubicazione si conoscono vari e pittoreschi metodi per giungervi, sebbene quivi, si preferisca consigliare ed indicare il metodo tradizionale. Si allega pertanto unicamente la mappa vergata dal nobile Pollastrelli con tutte le indicazioni necessarie.
Attualmente il locale è di proprietà della famiglia Leoni che, con amorevole cura ne ha ripristinato la muratura e l'arredamento, al fine di rinverdire i fasti della Vigevano del XVI\XVII sec. Si precisa che la denominazione de La Frottola è da ricondursi propriamente alle composizioni musicali di sapore medievale, affermatesi durante il rinascimento e oltre; si tratta generalmente di cantate per lo più a tema cavalleresco.
I protagonisti delle storie compiono imprese impossibili e di tale sovraumana portata da sembrare incredibili (Frottole, appunto). Dato l'ambientazione e lo spirito con il quale il locale è condotto, si ritiene che non avrebbe potuto chiamarsi altrimenti.

   
© 2005 - Osteria La Frottola - via Riberia 33 Vigevano - 0381.78185 - info@lafrottola.it